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Le misure per contrastare il diffondersi del virus COVID-19 contenute nel decreto “Cura Italia”: gli effetti sui procedimenti penali e civili

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Per arginare la diffusione del COVID-19, il legislatore d’urgenza ha introdotto, con l’art. 83 del D.l. n. 18/2020 (cd. decreto “Cura Italia”) delle misure relative alla sospensione dei processi penali e civili.

L’ordinaria celebrazione dei processi nelle aule di tribunale, infatti, potrebbe accelerare la diffusione del virus.

A tal proposito, il menzionato articolo dispone, al primo comma, che “Dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 le udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari sono rinviate d'ufficio a data successiva al 15 aprile 2020”.

Inoltre, sempre dal 9 marzo sino al 15 aprile, è altresì sospesa la decorrenza dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali (si veda il c. 2).

Lo stesso comma 2 esplicita in maniera maggiormente esaustiva quali termini sono sospesi. In particolare, si intendono sospesi i termini stabiliti per:

  • la fase delle indagini preliminari,
  • l'adozione di provvedimenti giudiziari e per il deposito della loro motivazione,
  • la proposizione degli atti introduttivi del giudizio e dei procedimenti esecutivi,
  • le impugnazioni e, in genere, tutti i termini procedurali.

Qualora il decorso del termine abbia avuto inizio durante il periodo di sospensione, il termine iniziali del medesimo è differito alla fine del periodo di sospensione (15 aprile 2020).

Se invece il termine è computato a ritroso e dovesse ricadere in tutto o in parte nel periodo di sospensione, l'udienza o l'attività da cui decorre il termine è differita in modo da consentirne il rispetto.

Sono anche sospesi, per la stessa durata, i termini per la notifica del ricorso in primo grado innanzi alle Commissioni tributarie.

Nonostante quanto appena illustrato, però, la sospensione non è totale in quanto il comma 3 del medesimo articolo prevede una serie di esclusioni piuttosto corposa, soprattutto per quanto riguarda il settore penale e minorile.

Nel dettaglio, restano esclusi dalla sospensione:

in ambito civile:

  • cause di competenza del tribunale per i minorenni relative alle dichiarazioni di adottabilità, ai minori stranieri non accompagnati, ai minori allontanati dalla famiglia ed alle situazioni di grave pregiudizio;
  • cause relative ad alimenti o ad obbligazioni alimentari derivanti da rapporti di famiglia, di parentela, di matrimonio o di affinità;
  • procedimenti cautelari aventi ad oggetto la tutela di diritti fondamentali della persona;
  • procedimenti per l'adozione di provvedimenti in materia di tutela, di amministrazione di sostegno, di interdizione, di inabilitazione nei soli casi in cui viene dedotta una motivata situazione di indifferibilità incompatibile anche con l'adozione di provvedimenti provvisori e sempre che l'esame diretto della persona del beneficiario, dell'interdicendo e dell'inabilitando non risulti incompatibile con le sue condizioni di età e salute;
  • procedimenti di cui all'articolo 35 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
  • procedimenti di cui all'articolo 12 della legge 22 maggio 1978, n. 194;
  • procedimenti di cui agli articoli 283, 351 e 373 del codice di procedura civile e, in genere, tutti i procedimenti la cui ritardata trattazione può produrre grave pregiudizio alle parti. In quest'ultimo caso, la dichiarazione di urgenza è fatta dal capo dell'ufficio giudiziario o dal suo delegato in calce alla citazione o al ricorso, con decreto non impugnabile e, per le cause già iniziate, con provvedimento del giudice istruttore o del presidente del collegio, egualmente non impugnabile;

In ambito penale:

  • procedimenti per l'adozione di ordini di protezione contro gli abusi familiari;
  • procedimenti di convalida dell'espulsione, allontanamento e trattenimento di cittadini di paesi terzi e dell'Unione Europea;
  • procedimenti di convalida dell'arresto o del fermo,
  • procedimenti nei quali nel periodo di sospensione scadono i termini di cui all'articolo 304 del codice di procedura penale,
  • procedimenti in cui sono applicate misure di sicurezza detentive o è pendente la richiesta di applicazione di misure di sicurezza detentive e, quando i detenuti, gli imputati, i proposti o i loro difensori espressamente richiedono che si proceda,
  • procedimenti a carico di persone detenute, salvo i casi di sospensione cautelativa delle misure alternative, ai sensi dell'articolo 51-ter della legge 26 luglio 1975, n. 354;
  • procedimenti in cui sono applicate misure cautelari o di sicurezza;
  • procedimenti per l'applicazione di misure di prevenzione o nei quali sono disposte misure di prevenzione;
  • procedimenti che presentano carattere di urgenza, per la necessità di assumere prove indifferibili, nei casi di cui all'articolo 392 del codice di procedura penale. La dichiarazione di urgenza è fatta dal giudice o dal presidente del collegio, su richiesta di parte, con provvedimento motivato e non impugnabile.

La norma prevede altresì che nei procedimenti penali in cui opera la sospensione dei termini, sono sospesi, per lo stesso periodo, anche il corso della prescrizione e i termini di durata della custodia cautelare nonché di tutte le altre misure cautelari.

L’art 83, inoltre, dà la possibilità ai Capi degli Uffici Giudiziari, nel periodo di sospensione dei termini e limitatamente all'attività giudiziaria non sospesa, la possibilità di adottare provvedimenti specifici per permettere lo svolgimento in sicurezza dell’attività giudiziaria non sospesa, dando spazio soprattutto a mezzi telematici, informatici e telefonici anche per lo svolgimento delle udienze.

Il Presidente del Tribunale di Perugia, in attuazione del menzionato art. 83, ha adottato il provvedimento che trovate in allegato al presente articolo.


Testo integrale