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Criptovaluta, Token e IVA. Le monete informatiche e il pagamento dell’imposta, il parere dell’Agenzia delle Entrate.

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Con il termine “criptovaluta” (o “coin”) si intende una moneta elettronica basata su un registro digitale detto blockchain. Si tratta di registri di transazioni le cui voci sono, per ragioni di sicurezza informatica e non solo, raggruppate in blocchi,

concatenati in ordine cronologico e la cui integrità è garantita dall’uso della crittografia.

Ogni criptovaluta si interfaccia quindi con il proprio registro delle transazioni o si “appoggia” a quello di un’altra. A mero titolo esemplificativo, la famosa Bitcoin ha la sua blockchain, altre sono connesse a blockchain esterne.

Ogni moneta elettronica emette propri token, che non sono altro che “gettoni”, finalizzati ad essere utilizzati dagli users della criptovaluta, i cui scambi vengono annotati dalla blockchain.

I “gettoni” delle criptovalute che hanno un registro proprio, sono denominati anche “coin”, invece quelli che vengono emessi sui registri di altre criptovalute vengono chiamati solo token.


Con questi chiarimenti è certamente più agevole la lettura del contenuto proposto, riguardante in particolare il trattamento IVA nell’emissione e cessione di token a un utente.

Si tratta, in particolare, della risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 110 del 20 Aprile 2020 sull’istanza d’interpello di una start up del settore tecnologico.

 


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