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Il teatro ai tempi del Coronavirus

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Con la presa di scena da parte del Covid-19, nel mondo del teatro si è abbassato il sipario. Numerose imprese del mondo dello spettacolo, della cultura e della creatività infatti stanno pesantemente accusando le conseguenze dell’emergenza e delle misure adottate per affrontare la situazione a livello nazionale.

Per chi lavora nel mondo del teatro (sia di prosa che di lirica) il sipario abbassato per l’emergenza sanitaria significa non avere alcuna possibilità lavorativa.

Con l’etichetta “lavoratori dello spettacolo” si indicano categorie di professionisti molto diverse tra loro: attori, cantanti, direttori d’orchestra, ma anche scenografi, costumisti, tecnici del suono e delle luci, ossia chiunque contribuisca alla realizzazione degli spettacoli dal vivo.

Per la categoria dei lavoratori autonomi e di coloro che sono titolari di una partita IVA è stato previsto un indennizzo di € 600,00. L’indennizzo citato è rivolto a una platea di quasi 5 milioni di persone tra cui professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo e lavoratori agricoli.

Con particolare riferimento agli addetti del mondo dello spettacolo, l’art. 38 del Decreto Legge del 17 Marzo 2020 n. 18, convertito dalla L. 24 aprile 2020 n. 27 (Decreto CuraItalia) aveva previsto per il mese di Marzo un’indennità pari a € 600,00 per i lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, che abbiano almeno 30 contributi giornalieri  versati  nell'anno 2019 al medesimo Fondo, da cui derivi un reddito non superiore a € 50.000 e che non siano titolari di una pensione.

Ancor più consistente è l’intervento del D.L.n.34 del 19/05/2020,  c.d.“Rilancio”,  il quale proroga l’indennità di 600 euro a aprile e maggio, introducendo una nuova indennità di 600 euro per i mesi di aprile e maggio per i lavoratori dello spettacolo con 7 giornate lavorative nel 2019 e con reddito fino a 35.000 euro. Si prevede anche la proroga della Cassa integrazione di 9 settimane, anche per i lavoratori dello spettacolo.

Di pari passo, viene istituito un fondo con una dotazione iniziale pari ai residui derivanti delle procedure di liquidazione dell’IMAIE per artisti, interpreti e esecutori finalizzato al ristoro delle perdite derivanti dall’annullamento degli eventi culturali e si prevede l’esenzione Irap per imprese e lavoratori autonomi.

L’erogazione della quota del 5 per mille Cultura del 2019 è anticipata al 2020 e sarà erogata ai beneficiari entro il 31 ottobre 2020.

Viene infine esteso da 12 a 18 mesi il termine per usufruire dei voucher ricevuti a compensazione di spettacoli cancellati e di chiusure di spazi espositivi e Parma viene confermata capitale Italiana della Cultura anche nel 2021. La procedura di selezione in corso assegnerà il titolo per il 2022.

Nel frattempo, mentre i teatri hanno da mesi chiuso i battenti per tutta la stagione rimanente, si pensa a come poter gestire e portare avanti la prossima stagione che, come direbbe Shakespeare, è fatta della materia dei sogni più che di quella della realtà.

Comunque, nonostante questa distopia, in tutta Italia i teatri stanno cercando di organizzarsi per proporre visioni alternative agli spettatori costretti in casa, attraverso proposte virtuali come video di passate esperienze con il pubblico coinvolto negli spettacoli o cicli di letture tenuti da attori e attrici, a dimostrazione che il teatro è parte viva della società.

Anche il Ministro dei Beni Culturali aveva avanzato alcune proposte per il futuro dello spettacolo, in attesa che l'emergenza sanitaria finisse e si potesse tornare a teatro. Nello specifico Franceschini, riconoscendo l’enorme potenzialità del web per la diffusione dei contenuti culturali, ha optato per la creazione di una sorta di “Netflix della cultura”, ossia di una piattaforma italiana, che consenta di offrire a tutto il mondo la cultura italiana a pagamento.

Dunque la soluzione a cui si sta ragionando è quella di dar vita a una “televisione teatrale”, anche se l’alleanza tra i due media, teatro e televisione, da sempre contrapposti, può apparire paradossale e dissonante.

Ad ogni modo, lo stesso decreto “Rilancio” prevede la realizzazione da parte del MIBACT di una piattaforma digitale per la fruizione del patrimonio culturale e di spettacoli al fine di sostenerne la ripresa, mettendo in luce l’importanza della digitalizzazione dei contenuti culturali, anche teatrali.

Con riferimento alla nostra regione Umbria, se da un lato i teatri Lyrick e Morlacchi restano ancora chiusi, risultando ancora utopica una loro riapertura, a cui si aggiunge la comunicazione ufficiale dell’annullamento dell’evento Umbriajazz che da anni caratterizza la città di Perugia, dall’altra la Regione sta pensando alla possibilità di organizzare un “drive in” o cinema all’aperto.

L’associazione Nazionale Esercenti Cinema (ANEC) Umbria ha effettuato una proposta provvisoria denominata “Umbria estate al cinema”, che si inserisce nella più ampia progettualità a livello nazionale promossa da ANICA, ANEC d’intesa con MIBACT ed ANCI con richiesta di patrocinio formulata alla Regione Umbria e ai Comuni coinvolti.

In merito, il vicepresidente regionale di ANEC, Piero Sacco, ha esposto in maniera più dettagliata la struttura del progetto, per il quale è previsto l’apertura di drive in e di aree estive - le aree a cui si sta pensando sono quelle di Pian di Massiano o della Città della Domenica - dedicate a rassegne cinematografiche durante l’arco del periodo estivo dal 1° Giugno al 30 Settembre.

Al momento, nessuna menzione dei teatri è fatta nell’ultima e recentissima Ordinanza della Presidente della Regione Umbrua n. 25 del 17 Maggio 2020.

Tuttavia, con la firma del nuovo D.P.C.M. da parte del Presidente Conte sono state approvate le misure per il contenimento dell’emergenza epidemiologica in vigore dal 18 Maggio e, con particolare riferimento al settore dello spettacolo, l’art. 1 lett. m del nuovo Decreto prevede la riapertura di cinema e teatri, nonché la ripresa dello svolgimento di concerti a partire dal 15 Giugno. Gli spettacoli suddetti devono essere svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati, rispettando comunque la distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale che per gli spettatori.

Gli spettacoli svolti all’aperto potranno avere un numero massimo di 1000 spettatori, mentre quelli svolti in luoghi chiusi solamente 200 persone per ogni sala.

Rimangono invece sospese le attività svolte in sale da ballo o discoteche, per le quali, al momento, non è prevista ancora alcuna riapertura, dovendo così soprattutto i più giovani imparare, non tanto ad aspettare che passi la tempesta - come avrebbe consigliato loro Gandhi - ma piuttosto a ballare sotto la pioggia.

Restano altresì proibiti tutti gli eventi che implichino assembramenti in luoghi chiusi o all’aperto, quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui alla lettera citata.