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Linee guida e colpa medica: La Cassazione torna sulla responsabilità dei sanitari e sulle cause di esclusione della punibilità penale

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La recentissima sentenza che pubblichiamo oggi, oltre ad affrontare una tematica mai sopita nel dibattito giuridico nazionale, andando a toccare una tematica sensibile per molte persone che hanno necessitato di cure mediche negli ultimi mesi, assume un particolare valore simbolico in considerazione del particolare momento che il paese si trova a vivere.

La Suprema Corte, difatti, ritorna su un tema particolarmente spinoso, vale a dire la responsabilità colposa dell'esercente la professione sanitaria, esaminando alcuni profili problematici della disciplina come la nozione di imperizia e la definizione dei corretti criteri per identificare la gravità della colpa e l’errore in ambito medico.

Risulta così che, secondo il Supremo Consesso, l'attività dei sanitari, come quella di tutti gli altri professionisti, deve essere opportunamente e primariamente valutata in termini di perizia/imperizia; vale a dire del rispetto o meno delle regole che disciplinano le modalità in cui quelle attività devono essere compiute per raggiungere lo scopo per il quale sono previste. Ciò non esclude che l'evento possa essere determinato da un errore originato da negligenza o da imprudenza. In tal caso, tuttavia, sarà necessario isolare con precisione le circostanze che l’hanno originato sulla scorta di pertinenti dati fattuali che ne attestino la ricorrenza.


Testo integrale della sentenza